INCROCIO VIA CIALDINI - CESARE COSTA





INCROCIO VIA CIALDINI - CESARE COSTA
                                                                               
                                                                             





Sotto uno dei tendoni c'era il negozio del mio barbiere....



Cesare COSTA,  - Nacque a Pievepelago (prov. di Modena) nell'agosto 1801. L'esperienza del Costa nel campo dell'ingegneria gli valse numerosi incarichi, prevalentemente costituiti da perizie, da costruzioni di carattere industriale (la fabbrica Molinari a Cividale) e da lavori di consolidamento e ristrutturazione di vecchie architetture, come il restauro della chiesa del Gesù (1866) a Modena e il riattamento del seicentesco oratorio di Modino a Pievepelago. Il primo suo importante impegno progettuale fu il palazzo del governo, poi sede della prefettura, di Modena (1844), improntato ad un neoclassicismo eclettico, dove prevale la componente neorinascimentale. Ma fu soprattutto nel teatro Comunale di Reggio Emilia, costruito tra il 1852 e il 1857, che il C. ebbe occasione di dimostrare, al di là del riconosciuto magistero tecnico, una notevole intelligenza urbanistica ed una sicura padronanza di quel linguaggio architettonico neocinquecentista, di matrice vignolesca, che durante la Restaurazione si era imposto nei centri dell'Emilia Romagna.
Incaricato del progetto nel 1851, il C. riuscì ad imporre l'ubicazione del nuovo teatro nell'area della demolita cittadella, che delimitava un lato della piazza d'Armi, secondo una felice scelta urbanistica che assegnava all'intervento architettonico il compito di prefigurare un assetto definitivo per questo spazio cittadino. Durante i lavori di costruzione del teatro di Reggio (la cui direzione fu prevalentemente affidata all'ingegnere A. Tegani), il C. fu anche impegnato, dal 1854 al 1858, nella progettazione del cimitero di S. Cataldo a Modena, dove il tema della morte è interpretato nelle forme di una severa architettura dorica. Altre sue opere sono la facciata di casa Tioli (1835), il palazzo Fontanelli e la chiesa parrocchiale (1868-71) a Pievepelago, i palazzi Bonacini, Guidelli, Pignatti e Gilly a Modena, la chiesa di Castelnuovo Rangone, la casa Pio a Camurana, Pa azzo Vecchio a Imola, il progetto per la barriera di porta Mantova a Modena, dove il C. riconferma la propria adesione a quella tradizione neocinquecentista d'ispirazione vignolesca, fondata su un'estrema economia di mezzi costruttivi ed espressivi, che nell'ambiente modenese era stata inaugurata da G. M. Soli e proseguita da suo figlio Teobaldo, da S. Cavani, da G. Lotti e da F. Vandelli. Il Costa morì a Modena il 9 genn. 1876. Enrico Cialdini (Castelvetro di Modena, 8 agosto 1811Livorno, 8 settembre 1892) è stato un militare e politico italiano, tra le figure di maggior rilievo militare nel Risorgimento, in particolare durante la campagna piemontese in Italia centrale del 1860, l'assedio di Gaeta, la repressione del brigantaggio postunitario e la terza guerra d'indipendenza italiana. La sua figura è stata tuttavia, a partire dai primi anni del XXI secolo, al centro di progressive critiche e controversie per i suoi duri metodi nelle fasi centrali della lotta al brigantaggio nel Mezzogiorno d'Italia e, in particolare, per il cosiddetto massacro di Pontelandolfo e Casalduni.










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